Una settimana di racconti #173 #174

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti in queste ultime due settimane.

Il dorso era rotto in più punti, segnato da rughe violente; le pagine erano in uno stato assurdo, una paradossale compresenza di biancore e sporcizia, novità e segni del tempo, con tutte quelle pieghe, quegli strappi, quelle scritte che non riuscivo più a leggere

Sonnolenza di Michela La Grotteria su Altri Animali

Scegliere le parole giuste.

E io? Come amo io? Sono un uomo o sono un pesce?

Monaxià di Deborah D’Addetta su Spaghetti writers

Sentirsi soli.

Da quando i capelli le erano diventati grigi, la nonna portava un fazzoletto sulla testa per nascondere il peccato al Signore. Avevo messo un fazzoletto anche io, prima di entrare nella sua stanza, per non farla preoccupare. E per assomigliarle. Volevo renderla felice e invece, girando la faccia dall’altra parte dopo avermi sentita parlare, lei aveva detto che il fazzoletto non sarebbe servito a niente.

Beati gli empi di Valentina Scottino su micorrize

Dove si annida il peccato.

Eppure c’è stato un tempo in cui il mio corpo era attraente. Le mie curve simbolo di armonia e magnificenza. La mia carne, nutrita dagli eccessi, era voluttuosa e sensuale, era erotismo dell’abbondanza. Agguantarla, stringerla, pizzicarla, toccarla. Affondare le mani e sentire crescere sotto pelle la pulsione, pronta a liberare ogni freno morale, etico, pudico, rovesciando l’alto nel basso, l’uomo nella bestia.

The Whale | Il tempo della carne e il tempo della parola di Salvatore Cherchi su In fuga dalla bocciofila

Un tempo, un corpo.

Buone letture!

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