Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .
Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti in queste ultime due settimane.

L’hanno trovato disteso su una coppia di cartoni, i piedi appena fuori dai bordi, sul marciapiede. Un cappotto scuro promosso a coperta. Un diario dalle pagine umide, pieno di parole che nessuno di loro avrebbe letto. Avrebbero potuto finirlo con un colpo mentre era sospeso tra il sonno e la morte. Avrebbero potuto, ma non l’hanno fatto. Il verme deve essere vivo per il pesce che bacia l’amo.
Vermi di Serena Barsottelli su Gelo
Leggi di natura.
Mi tenne la mano per tutto il viaggio, mi sfiorava le falangi delle dita, per disegnarle e cancellare. Mise i Beatles e cantava e cantando mi stringeva. «Sei una bambina, la mia bambina». Fuori faceva freddo, i tergicristalli si muovevano lentamente sui vetri appannati. Svelavano la strada e la cancellavano.
Rovina di Giulia Della Cioppa su Il primo amore
Da che parte stare.
Per tornare indietro bisognerebbe avere la macchina del tempo, procedere con un check-up completo, anticipare una malattia prima della sua diffusione, rovinare la vita di quelle masse, quando anche quelle masse avranno avuto le loro ragioni e le loro valigie per continuare a essere una massa; il problema, però, è che senza questo sistema linfatico non avresti nulla di cui parlare.
Incroci di Alberto Comparini su Nazione Indiana
Incalcolabile.
Sento questa carne di troppo agitarsi, ricordarmi che c’è anche lei, e la tollero: protetta dalle mura di casa e dalla semioscurità, sono nascosta in un tempo astratto in cui la mia giornata non è ancora iniziata e la mia ciccia, che spinge gli elastici dei vestiti, esiste solo in questo mare semibuio immaginario.
Odissea per un corpo di Letizia Merello su Batisfera
Appartenersi, detestarsi.
Credo che la zia abbia abbandonato a metà strada il sentiero delle rose. Le braccia vuote, il cielo vuoto, i palazzi vuoti devono averla spaventata così tanto. Mia madre, invece, ha evitato di imboccarlo. Da sempre la ricordo seduta al tavolo di legno, a fissare un punto indefinito tra le sedie e il pavimento.
Il sentiero delle rose di Damiana De Gennaro su Super Tramps Club
Essere donne.
Ricorda che una sera non visti in un angolo del giardino si sono dati un bacio lungo e lei ha pensato è bello crescere. La madre una volta ha bisbigliato al figlio sembra una bambola, mentre la sorella la riempiva di domande per farla arrossire. Il padre invece forse non l’amava molto e lei di lui aveva paura. La prima volta non se la ricorda. Ma un pomeriggio, stavano nel letto, lei ha riso così tanto che è scoppiata a piangere.
Scorre non rimargina di Giulia Sarli su inutile
Di cose che vanno.
E poi:
- Crack n.15
- Retabloid di maggio
- Quaerere ha lanciato una nuova call a tema conflitto
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